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Messaggio di Pasqua del vescovo Spreafico: «Siate vicino ai poveri»

Spreafico-vescovoVicinanza ai poveri, misericordia, tolleranza, carità. Ma anche speranza in un mondo che può rinnovarsi. E’ un messaggio di Pasqua di vicinanza agli ultimi quello del vescovo diocesano, mons. Ambrogio Spreafico. Nulla di diverso rispetto al suo costume abituale.

Una familiarità che è del nuovo pontefice il cui messaggio di amore per i poveri il vescovo Spreafico ha fatto suo da sempre.  
«Possiamo portare tutte le statue che vogliamo in processione, ma se non siamo vicino ai poveri non credo si possano spalancare le porte del Paradiso».
Un messaggio forte, chiarissimo. Che ha bisogno di poche spiegazioni. Di alcun chiarimento. Talmente esplicito da non poter essere diversamente interpretato. Gli viene incontro il Vangelo di Matteo. Che cita senza paura. «Al termine della nostra vita saremo giudicati sull’amore per i poveri».
E’ uno che guarda dritto negli occhi il vescovo di Frosinone-Ferentino-Veroli. Che alla demagogia ha sempre preferito l’efficacia della realtà. La sua è diventata quasi una supplica. A Natale, a Pasqua. In ogni sua omelia. «Qualcuno penserà che mi sono fissato», dice lui stesso con un sorriso. E allora rinnova l’invito ad essere misericordiosi, a rischiare per gli altri. Per chi sta peggio. «Anche in questa provincia ci sono anziani che vivono soli in casa o abbandonati negli istituti. Prendiamocene cura».
Cita chi è senza lavoro, chi lo ha perso. Pronuncia la parola ‘crisi’ dicendo che sì, la crisi è evidente «ma non è di tutti», esortando chi sta meglio a venire in soccorso di quanti non hanno di che sopravvivere.
Si avvicina la settimana santa. La prima di Francesco, il pontefice deciso a portare la croce dei poveri. Degli ultimi.
Il vescovo Spreafico ha parole per lui e per il suo predecessore. Parla di una Chiesa «piena di sorprese. Nessuno avrebbe previsto un cardinal Bergoglio al soglio pontificio e nulla parlava della rinuncia di Benedetto XVI». Non un “gran rifiuto” ma «un gesto di grande umiltà. In un mondo di protagonismi e in cui in troppi fanno fatica a lasciare la poltrona».
Di Francesco ricorda l’umiltà e una «straordinaria sottolineatura di Chiesa di popolo».
E riparte da qui per puntare il dito su una Chiesa «sempre presente ovunque nel mondo ci sia difficoltà. Una Chiesa vicina a tutti i dolori, anche se con le sue mancanze. Perché fatta di uomini e di peccatori».  
Un messaggio per la settimana santa che è però anche segnale di speranza in un mondo «che si può rinnovare». Mons. Spreafico richiama ad un senso di solidarietà. «Sono convinto che ci sia nel cuore degli uomini un senso di responsabilità. E noi dobbiamo essere testimoni di speranza. Da questo tempo difficile o si esce insieme o non ne usciremo».

About Laura Collinoli

Giornalista professionista dal febbraio 2006, è redattore presso il quotidiano ‘La Provincia' e si occupa della pagina politica e della cultura.