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Frosinone, tariffa idrica: i sindaci tacciono, l’Acea farà da sola

ato 5 pochi sindaciI sindaci continuano a non decidere e l’Acea si fa la tariffa idrica da sola.
L’Acea Ato5 spa, infatti, ha avviato la procedura per autodeterminare le tariffe idriche in Ciociaria.
Nei giorni scorsi, come già prospettato da queste colonne, la società che gestisce il servizio idrico integrato in provincia di Frosinone ha presentato l’istanza prevista dal nuovo metodo tariffario, finalizzata a giungere nel giro di 30 giorni alla definizione della tariffa da applicare agli utenti.
Le nuove regole, infatti, puntano a neutralizzare l’inerzia dei sindaci e prevedono che, se l’Ambito non provvede a stabilire quanto l’acqua debba costare in bolletta, il gestore può procedere autonomamente, sempre nel rispetto del metodo di calcolo.
In particolare, la delibera dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico (l’Aeeg) con cui è stato approvato il nuovo metodo, stabilisce che negli Ato in cui alla data di pubblicazione del provvedimento (27 dicembre 2013) non fossero state predisposte le tariffe idriche per il 2012 e il 2013 – il caso è esattamente quello di Frosinone -, il gestore entro trenta giorni dalla pubblicazione avrebbe potuto presentare all’Ato un’istanza di aggiornamento tariffario, supportata da tutti i documenti ed atti previsti e necessari per tale procedura, dandone comunicazione all’Autorità vigilante. E’ proprio questo l’iter avviato da Acea Ato5.
Ora spetterà all’Authority diffidare l’Ambito ad adempiere entro 30 giorni, trascorsi inutilmente i quali l’istanza del gestore si riterrà accolta per silenzio assenso. La nuova tariffa idrica potrà essere applicata da subito, anche se in attesa della definitiva approvazione dell’Authority (entro altri 30 giorni). Eventuali differenze si gestiranno come conguagli.
Il principio è molto semplice: secondo il nuovo metodo l’importo della tariffa si calcola sulla scorta dei dati degli anni precedenti, che sono disponibili e oggettivi; quindi se il computo non lo fa l’assemblea dei sindaci, può benissimo farlo il gestore, salvo il controllo finale dell’autorità.
I sindaci pagano così il prezzo del loro non decidere e lasciar fare a commissari e tribunali. Ne risponderanno anche ai cittadini.
Ma contro l’incapacità degli Ato a gestirsi da soli un servizio importante come quello idrico si scaglia anche la Regione Lazio.
La Giunta Zingaretti, infatti, ha approvato le linee guida per il servizio idrico in vista della nuova legge che il Consiglio regionale si appresta ad approvare per scongiurare la richiesta di referendum. Confermando le direttive nazionali, la Giunta ha stabilito la soppressione dei 5 Ato provinciali. Ce ne sarà solo uno regionale, che subentrerà nei rapporti attualmente in atto nei vari ambiti, ed in cui i comuni avranno solo una loro rappresentanza. Sindaci bocciati ed esonerati.

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